10 settembre 2007

Coco Island



(Post da leggere sulle note di "Lisa" canzonetta di Stefano Sani)

Coco se n'è andato via. Qui non è più casa sua.
Coco se n'è andato via, che allegria aaaaa aaaaaaaaa.

MILANO - «Fino a oggi la gente mi conosceva per quello che è stato scritto di me. Adesso, grazie all'Isola dei Famosi, avrò la possibilità di farmi conoscere per quello che sono veramente». Francesco Coco, ex difensore di Milan, Barcellona e Inter, che ha appena risolto il contratto con i nerazzurri, annuncia in un'intervista esclusiva a «Chi», nel numero in edicola da mercoledì, che sarà il decimo naufrago vip del reality di Simona Ventura: «Tre settimane fa non ci pensavo nemmeno, stavo ancora valutando offerte in campo calcistico. Poi ho deciso che, dopo una carriera piena di soddisfazioni, non potevo chiudere in tono minore. E ho lasciato il mondo del pallone».

Non poteva lasciare in tono minore!!!!????!!!!
Questo sono anni che ruba lo stipendio e tromba come un fagocero e dice che non voleva chiudere la carriera in tono minore? Ma quale carriera? Quella di calciatore o quella da pirla?
Questo è solo un emulo di Bettarini.

Ronaldo è giallo!


Ronaldo è andato dal medico dell'Inter.
E' giallo!!!


Allora ditelo subito: se è giallo è ittero!

7 settembre 2007

Tuttosport è la mia droga


Sono meravigliosi, magnifici, unici.
Sono una fonte inesauribile di buonumore.

Io sono dipendente da Tuttosport!!!
E non voglio uscire dal tunnel!!!


Fantastica la prima pagina di oggi: Juve intrigo col Chelsea: il tedesco a gennaio, l'inglese a giugno.
E non stiamo parlando dei nuovi corsi in cassetta De Agostini ma di Ballack e Lampard.

Dio mio preserva Padovan e la sua cricca da ogni male e lasciali sparare minchiate tutti i giorni a beneficio mio e di tutti gli uomini di buona volontà.

6 settembre 2007

Milan Lab la nuova frontiera della medicina sportiva!


Ma guarda te che cosa è successo al Ciccio.
Milan Lab hai toppato!!!!
Questi non hanno ancora capito che si tratta di osteoporosi...

Naturalmente se la cosa fosse successa all'Inter ci sarebbero fior di prime pagine a testimoniare l'evento. Oggi bisogna accontettarsi della Gazzetta online.

Ronaldo si arrabbia. Lo fa senza alzare i toni, ma con molta fermezza. Il Fenomeno se la prende con lo staff di Milan Lab e con il settore medico, nel chiuso dello spogliatoio di Milanello. Una riunione, definiamola così, un po’ accesa, durante la quale il brasiliano chiede spiegazioni su quello che gli è capitato e gli sta capitando. Perché non gli va di stare lontano dai campi per troppo tempo e non gli va, soprattutto, di sentire dire che il suo fisico è fragile. Qui c’è qualcuno che ha sbagliato, sostiene Ronaldo, e adesso la faccenda va chiarita.
GRAVITA' - L’errore è la valutazione dell’infortunio al flessore della gamba destra. Non si è capito subito che si trattava di uno stiramento e per quel genere di problemi è normale uno stop di almeno 30 giorni. Ronaldo, invece, ha sempre pensato che fosse qualcosa di meno grave, salvo poi sorprendersi perché il recupero era molto più lento del previsto. Si ricorderà che, in un primo momento, lo stesso Ancelotti, dopo aver parlato con i responsabili di Milan Lab, riteneva possibile un impiego del Fenomeno a Montecarlo nella Supercoppa europea. Anche perché l’attaccante svolgeva il normale lavoro in palestra e sosteneva bene i carichi stabiliti dai preparatori.
NESSUN RISCHIO - Il guaio è che, una volta fatta la prova sul campo, Ronaldo ha avvertito qualche dolore nel calciare il pallone. E allora non vale proprio la pena di rischiare, come ha del resto spiegato il vicepresidente Adriano Galliani ("Finché non siamo sicuri al cento per cento lo teniamo fermo") e come ieri ha sottolineato Ancelotti: "Ci vuole il tempo necessario, non è trascorso più del previsto dal momento che si tratta di un infortunio muscolare. Ripeto: la sosta prima della trasferta di Siena è l'ideale per riproporlo nelle condizioni ottimali. Credo che a Siena ci sarà. Credo che si stia facendo molta confusione perché il suo è un semplice infortunio, sta recuperando e proprio questa sosta gli sarà utile per tornare al cento per cento". L’ipotesi più verosimile è che Ronaldo sia pronto per il debutto di Champions League, il 18 settembre a San Siro contro il Benfica, ma non ci sarebbe da sorprendersi se il Fenomeno dovesse allungare i tempi di qualche giorno.
INTERVENTO - Ronaldo si era già infastidito quando è trapelata la notizia relativa all’ipotiroidismo e al fatto che i responsabili di Milan Lab avessero deciso di sottoporlo a una cura specifica (denunciando l’uso di certi farmaci al Coni e alla Wada), e adesso che si è riproposto un altro problema con il settore medico ecco l’intervento del giocatore. In sostanza, Ronaldo ha detto: io faccio il calciatore, sono un professionista e devo essere al massimo a livello fisico. Voi dovete curarmi e mettermi nelle condizioni ideali. Un ragionamento ineccepibile da parte del Fenomeno che anche ieri si è sottoposto a un’ecografia di controllo.
PROGRAMMA - Ora si è stabilito di confrontare tutti gli esami medici sostenuti dal giorno dell’infortunio (il 31 luglio) sino a ieri. I consulti verranno effettuati all’interno di Milan Lab e saranno chiesti pareri anche a specialisti esterni. Ci vorranno un paio di giorni per completare questa operazione e Ronaldo, in questo periodo, farà pochissimi allenamenti, non forzerà sul muscolo lesionato e si limiterà ai normali esercizi in palestra. Nella speranza che finalmente tutto si risolva e i tifosi del Milan possano vedere in campo quello che, da Berlusconi in giù, è stato definito "l’acquisto più importante per la nuova stagione rossonera". Come Galliani, anche il presidente si è spesso informato sulla situazione di Ronaldo e non ci è rimasto bene quando ha saputo dei contrattempi che avevano bloccato il suo fuoriclasse. Logico attendersi un’attenzione ancora maggiore, da qui in avanti.

5 settembre 2007

Buona a sapersi


Copioincollo l'editoriale odierno di Franco Rossi.
Se le cose stanno veramente così siamo messi bene:



Inter, Milan e Juventus sono state clamorosamente battute nell’elezione del consigliere di Lega:
il loro candidato, Cobolli Gigli (appoggiato anche dalle altre grandi) è risultato sconfitto.
Reazioni al limite dell’isteria da parte di Galliani che ha minacciato improbabili azioni legali e ha ricordato che in Lega, con l’elezione di Ghirardi non saranno rappresentatil’84 per cento dei tifosi italiani, dimenticandosi che in ogni consesso democratico (all’Onu il voto del Porogallo vale quello dell’India, quaranta volte più popolosa e nella Fifa il Galles ha lo stesso peso del Brasile o dell’Italia) accadono queste cose, visto che il regolamento lo permette. Come dire: le elezioni sono buone se le vinco io, altrimenti non valgono. Ernesto Paolillo, direttore generale dell’Inter è stato ancora più duro affermando che a mandare avanti il calcio sono le società come la sua (Inter, per quelli che non lo sanno) che investono soldi, dimenticandosi di dire che proprio l’Inter (oltre al Milan) da questo punto di vista è lo scandalo degli scandali visto che ha un presidente che annualmente ripiana mediamente cinquanta milioni di euro. Cobolli Gigli ha detto che non entrerà più in Lega. Ma la domanda da fare è la seguente: chi ha votato contro il candidato della cosidette Grandi? Sono state le piccole società, ovviamente, quelle piccole società che, “convinte” da Moggi prima appoggiavano Galliani, cioè il candidato del Potere. La serie B vuole fermarsi perchè nessuna tivù offre soldi e così via: il tutto per un’immagine del calcio italiano che più cialtronesca non si può. L’effetto Moggi è stato devastante. Senza di lui Inter, Juve e Milan sono andate allo sbando, incapaci di far eleggere il presidente della stessa Juventus, cioè della società che sino a poco tempo fa era la più potente d’Italia. Era Luciano Moggi che aveva il Potere per far eleggere chiunque: basti ricordare Carraio che alla prima votazione prese 4 voti e dopo due giorni, con l’intervento di Moggi fu eletto con oltre trenta. Moggi era il Potere del calcio, adesso senza di lui non esiste Potere. Ma Inter, Milan e Juve stiano tranquille: tra pochi mesi tornerà perché saranno proprio loro a volerlo.

4 settembre 2007

Capitano o mio capitano!


Non posso esimermi dal ricordare, ad un anno dalla scomparsa, il grande Facchetti.

Capitano vero, uomo di valore e di valori, atleta e non prima donna (e la mente va al nostro caro Adriano ma anche a Ronaldo) esempio di correttezza e di lealtà sportiva.


Non può non mancarci un uomo così, non può perchè il calcio oggi è un'altra cosa.

E' la patria dell'arroganza, della pay-tv, del giornalismo becero, dell'elogio all'ignoranza, dove giocatori che a stento sono arrivati a concludere la scuola dell'obbligo palesano quozienti d'intelligenza da primati (nel senso di scimmie) beati a bordo dei loro suv.


Il Cipe era l'antitesi del calcio moderno e proprio per questo un personaggio unico, un simbolo, un'icona.
E le icone si venerano, per sempre!

Una parola al giorno

Il vocabolario alla voce prevedibile racconta:

che si può facilmente prevedere, immaginare: la soluzione era p.; che si comporta in modo che si può facilmente prevedere: una persona molto p. | estens., ovvio, scontato: la conclusione era fin troppo p.


A fianco Daddy vi fornisce un esempio di prevedibile


3 settembre 2007

Premio zitella inacidita


E' stagione di festival, di rassegne di premi.
E daddy non si vuole esimere dall'assegnare premi a garganella.
Dopo aver inaugurato il concorso Rognone d'oro ecco una nuova kermesse: il premio "Zitella inacidita 2007/2008".
Partecipa un solo concorrente, il nostro amico Padovan!!!!

Il concorso prevede un voto agli editoriali del Gianchi, il miglior editoriale dell'anno vincerà il prestigioso ed ambitissimo premio.
Oggi, per la verità Gianchi è partito maluccio, un editoriale pro juve con una sola frecciatina all'Inter, ma il titolo lasciava presagire sviluppi migliori.
Il voto è un 6 d'incoraggiamento.
Forza Gianchi puoi dare di più!!!

Comunque vi copioincollo il tutto:
MA I RIGORI SI DANNO ANCHE CONTRO L’INTER
GIANCARLO PADOVAN Tre rigori contro la Juve, in una sola partita, non erano mai stati fischiati, né in serie A, né in serie B. ACagliari, inve­ce, è accaduto e solo l’attenzione dell’assistente Cariolato ha impedito all’arbitro Tagliavento di trasformarli in altrettanti tiri dagli undici metri. Non c’era, infatti, il fallo di Chiellini ai danni di Conti (che ha addirittura avuto l’impudenza di esul­tare, pensando di avere beffato l’arbitro), avendo il difensore bianconero colpito nettamente, e in anticipo, la palla senza toc­care il piede del centrocampista cagliaritano. Negli altri due ca­si, invece, gli interventi di Legrottaglie su Matri e di Zebina su Larrivey mi sono sembrati meritevoli della massima punizio­ne. Con la seguente avvertenza: se nessuno ha espresso dubbi a proposito del primo episodio, nessuno avrebbe dovuto aver­ne nemmeno otto giorni fa quando Grandoni trascinò a terra Iaquinta. Invece, trattandosi di un rigore assegnato a benefi­cio della Juve, molti commentatori rimasero perplessi, par­lando di generosità arbitrale. Io, al contrario, ribadisco come fossero rigori tanto quello assegnato da Gava in Juventus-Li­vorno, quanto i due a vantaggio del Cagliari. Per me il rigore deve essere concesso ogni volta che ce ne sia­no le condizioni e la necessità (una volta si diceva gli estremi), a prescindere da quanti, nella stessa partita, ne sono stati dati in precedenza o dopo. Non fosse così rientreremmo nell’ese­crabile pratica della compensazione, ampiamente in voga pri­ma di Collina (arbitro e designatore), con Collina e anche ades­so. Se, dunque, da una parte non posso che sostenere il nuovo corso (applicare il regolamento senza guardare il colore delle maglie), mi chiedo perché, sabato sera, cioè 24 ore prima di Ca­gliari- Juve, una vistosissima spinta di Cordoba a Saudati, in area interista, non sia stata giudicata con la medesima severità dall’arbitro Ayroldi di Molfetta, in ogni caso apparso più sen­sibile al blasone nerazzurro che all’Empoli. Si sa come vanno queste faccende e con quali elementi venga ingrossata la vox populi. Una volta, infatti, la Juve vinceva per­ché ad aiutarla provvedevano gli arbitri o i designatori amici di Moggi. Oggi – ad un anno di distanza dalla serie B, dalla pe­nalizzazione e dalla sottrazione di due scudetti – gli «errori» ar­bitrali ci sono ancora, solo che vanno a beneficio di qualcun al­tro, senza che qualcuno si scandalizzi. Tuttavia è singolare con­statare che due rigori contro la Juve erano già stati assegnati in tempi relativamente recenti, ovvero quando il sistema-Mog­gi tutto prevedeva e decideva. Accadde nel derby di Torino – 19 marzo 2000 – due volte a segno Ferrante e, ironia della sor­te, ancora a Cagliari – 22 gennaio 1995 – con realizzazioni di Oliveira e Muzzi. La Juve che, al contrario di allora, sull’isola questa volta ha tro­vato tre punti, mantenendo la testa della classifica insieme al­la Roma, è sembrata più figlia di Capello che di Ranieri (e Ra­nieri sappia che non è un complimento). Per l’intero primo tempo ha silenziosamente sofferto e sinceramente avrebbe me­ritato lo svantaggio di fronte ad un Cagliari che apriva il gio­co sulle fasce come solo certe squadre spagnole sanno fare. Il primo gol (rapace Trezeguet) l’ha premiata oltre i meriti, do­po l’1-1 e sul 2-2 l’ha salvata Buffon (ecco perché questo è un portiere che vale venti punti a campionato), poi ha risolto Chiellini (a proposito: chissà quanto offre adesso il Sunder­land), ma la colpa è anche di Fortin. La Juve è cambiata con l’ingresso di Camoranesi (geniale l’assist a a Del Piero), ma co­munque ha giocato poco (a centrocampo i disagi più evidenti), difeso male, attaccato a sprazzi. Eppure ha vinto. Spinta da un fuoco che le brucia dentro e che può condurla lontano.

Adriano convocato!


Buone nuove per l'Imperatore. E' stato convocato!!!
Si, dai vicini di casa che, a quanto pare, non gradiscono le mignotte che entrano ed escono dalla casa dell'attaccante nerazzurro.

Probabilmente si aspettavano anche loro un assaggino...

Intanto il Corriere ci informa che Adriano spenderebbe circa 40.000 eurozzi a settimana per i suoi piccoli bisogni. Te possino!!!

Una pregunta: ma di Ronaldo, il ciccio, quello che si è infortunato mentre facevano la foto di gruppo, non scrive niente nessuno?


Nella foto: Adriano posa con i compagni di merende e una baldracca.

Rognone d'oro 2007/2008


Seconda giornata di campionato e nuovo appuntamento con il Rognone d'oro 2007/2008.

The winner is: Ivan Ramiro Cordoba!

In una giornata in cui non ci sono stati errori madornali spicca il suo intervento difensivo alla "cazzo di cane" che poteva costarci il pareggio su rigore.

Bravo Caffè Colombia, per punizione il rognone lo mangi crudo!