30 marzo 2007

Il buon Padovan c'è la tira.


LETTERA A MORATTI QUATTRO BUONE RAGIONI PER NON FARE ILVICE ABETE GIANCARLO PADOVAN

Egregio Presidente Moratti, come non Le sarà sfuggito, appena sette giorni fa e sempre dalla prima pagina di Tuttosport, Le ho de­dicato una breve riflessione in forma epistolare di so­stegno e solidarietà, dopo la pubblicazione della no­tizia sulle minacce spedite alla sede dell’Inter. Non Le ho scritto perché mi rispondesse, meno che mai pubblicamente, ma con la certezza che mi avrebbe letto e, almeno nel caso specifico, apprezzato. E’ per questo che mi sento di osare ancora. Questa volta, addirittura, per sbilanciarmi in un consiglio. E’ vero che quelli non richiesti – come il mio verso di Lei – so­no i meno graditi. Tuttavia Le chiedo un’eccezione: lo ascolti, ci pensi e decida in modo che a trarne van­taggio sia tanto Lei quanto il club che sta guidando, con pieno merito, al primo scudetto sul campo dopo 17 anni. La possibilità che Lei, Presidente Moratti, possa es­sere candidato, e con ottime percentuali di successo, alla vice-presidenza della Federcalcio circola da qua­si un mese. Molti dicono che la sua presenza al verti­ce assicurerebbe serietà e novità ad una struttura ob­soleta e screditata. Altri, più o meno sulla stessa linea, La vedono interprete di una scelta di rottura rispet­to ad un passato da non ripetere. Sono parole che gra­tificano e di cui andar fieri. Tuttavia – mi scuserà per l’impudenza – io un Moratti nel Palazzo del calcio non lo vedo proprio. E spiego perché. Primo: perché non ha mai lasciato avvicinarvi nep­pure Giacinto Facchetti che pure avrebbe avuto l’am­bizione e le capacità per insediarvisi. Secondo: perché tanto a Giacinto, quanto a Lei, Pre­sidente, non sfuggiva e non sfugge l’inopportunità di un incarico così confliggente con gli interessi del pro­prio e degli altri club. Come avrà notato, ho usato termini che potessero immediatamente richiamare il vituperatissimo conflitto di interessi contro il quale vi siete battuti al tempo della presidenza Galliani alla Lega. E dire che Galliani, regolarmente eletto perché regolarmente votato, altro non era che l’espressione di un gruppo privato (le società per l’appunto) da cui dipende l’organizzazione dei campionati. La Federa­zione, al contrario e a maggior ragione dopo la ri­scrittura delle regole, è ben di più. Terzo: essere il vice di Giancarlo Abete significa si­curamente condividere la gestione con un uomo one­stissimo, preparato, serio, vincente (era lui il capo de­legazione al difficilissimo Mondiale di Germania), ri­spettoso dei ruoli e delle istituzioni. Tuttavia, non è possibile dimenticare che Abete aveva accettato, no­nostante la diversità e la lontananza psicologica e cul­turale, di essere a sua volta il vice di Franco Carra­ro, dal quale avrebbe dovuto raccogliere il testimone a fine 2006. Quarto: seppur dolorosamente, devo ricordarLe, ca­ro presidente, che al momento Lei risulta indagato dalla Procura di Milano per falso in bilancio della sua società. E che, almeno fino a quando l’inchiesta non sarà chiusa, sarebbe elegante astenersi dall’as­sumere incarichi pubblici. Tralascio, ovviamente, le presunte vicende di spionaggio collegate all’affare Te­lecom, di cui ci ha fornito un illuminante spaccato anche la trasmissione Report di Milena Gabanelli so­lo domenica sera. Viviamo in tempi avventurati, ca­ro Presidente, e la prudenza non è mai troppa. Con­viene non lesinarla. Un rispettoso saluto e, come sempre, a presto.

E' vero Gianchi, aspettiamo che almeno il tutto cada in prescrizione (Agricola docet...)

29 marzo 2007

Il senso della rivalsa

LUCA BORIONI - Tuttosport
VINOVO. Juve-Inter, la norma­lità di una sfida di vertice sen­za alcun tipo di degenerazione. Juve con lo scudetto sulla ma­glia e i tifosi che cantano «i cam­pioni siamo noi». Juve che nel giro di un quarto d’ora fulmi­nante chiude la partita, poi non ce n’è per nessuno. Tutti a casa, senza veleni aggiuntivi.
Siamo in Coppa Italia Pri­mavera, ma in fondo è un det­taglio secondario. Perché alla fi­ne prevale il senso dell’impresa contro il nemico designato: l’In­ter. Rivale peraltro già battuta una volta, su questo campo, con il risultato di 5-1. E anche in questa occasione - è la finale di andata - per il tifoso biancone­ro che affolla la tribuna del Chi­sola
è grande l’esaltazione com­plessiva. E’ appagante il senso di rivalsa che rimane dopo il fi­schio finale. Non importa che sia una partita tra ragazzi. Il tifoso ora può immaginare che si stia diffondendo una magia, secondo la quale chi gioca con la maglia nerazzurra viene sempre sopraffatto da un senso di smarrimento quando affron­ta chi veste la maglia biancone­ra. Sarà interessante verificare la persistenza di questo incan­tesimo tra qualche mese, in se­rie A.



Cicci, smettetela che vi fate solo del male.

Bene, bravi, bisssssss


La notizia è questa.
Loro pensavano di prendere delle vitamine!

Ma tanto la Juve primavera surclassa...

Il caso Mastrogiacomo


A distanza di qualche giorno dalla liberazione di Mastrogiacomo, copiincollo il punto di vista di Sergio Romano dalla rubrica Lettere al Corriere.

Cara signora, cari Imbimbo e Spinosa, ho scelto le vostre lettere, fra le molte arrivate sul caso Mastrogiacomo, perché toccano tre argomenti che mi sembrano in questa vicenda particolarmente interessanti: il ruolo degli americani, le ragioni di un negoziato così discutibile e i precedenti del governo Berlusconi.
Ruolo degli americani. A giudicare da quanto è stato pubblicato dalla stampa è molto probabile che il comando delle forze degli Stati Uniti in Afghanistan, con i mezzi elettronici di cui dispone, abbia seguito attentamente le fasi del negoziato. Gli americani non si sono opposti e non hanno cercato di intralciarlo perché immaginavano, soprattutto dopo l'«incidente» Calipari, quale ondata di anti-americanismo si sarebbe sprigionata dalla società italiana se fosse stato possibile affermare che il negoziato era fallito per colpa loro. E sapevano che il governo Prodi si sarebbe scontrato in Parlamento con difficoltà insormontabili. È probabile che qualcuno, a Washington, abbia pensato del governo italiano ciò che si diceva del pianista nei saloon del Far West: suona male ma non sparategli, è il solo che abbiamo. Dopo la fine dell'episodio, tuttavia, gli americani hanno ritenuto necessario dire ai talebani e al mondo che gli Stati Uniti, nelle stesse circostanze, si sarebbero comportati diversamente. Ciò che noi abbiamo interpretato come una manifestazione di malumore verso l'Italia era anche un comprensibile gesto di prudenza e chiarezza.
Le ragioni del negoziato. Il governo ha deciso di trattare con i talebani, sia pure indirettamente, perché era preso fra tre fuochi: il ricatto dei rapitori, il timore che la sua sinistra radicale, se la vicenda si fosse conclusa tragicamente, avrebbe votato in massa contro il rinnovo delle missioni militari, e infine la potenza mediatica di Repubblica, fiancheggiata dalla solidarietà della comunità giornalistica. Ha preso una decisione avventata e pericolosa? Temo di sì. I talebani hanno capito che l'Italia è pronta a negoziare e guarderanno agli italiani, d'ora in poi, come a bersagli particolarmente redditizi.
I precedenti. Credo anch'io che il centro-destra, dopo quanto accadde in Iraq per la liberazione delle due Simone e di Giuliana Sgrena, non abbia il diritto di scagliare la prima pietra e possa tutt'al più invocare una attenuante: quella di avere pagato le liberazioni in denaro anziché con il rilascio di pericolosi guerriglieri. Il governo Berlusconi era un po' meno ricattabile del governo Prodi, ma sapeva che il Paese era contrario alla missione irachena e temeva i contraccolpi che la vicenda avrebbe avuto sulla prossima scadenza elettorale. In ultima analisi ambedue i governi si sono ispirati a un vecchio adagio latino: primum vivere, deinde philosophari. La «filosofia», vale a dire un'analisi dei fatti severa e rigorosa, è un lusso che i governi deboli non possono permettersi.

La Primavera


Juve: la primavera surclassa l'Inter!

A Primavera ogni pirla spera...




P.S. Sono messi proprio male, tra un pò si attaccheranno anche ai pulcini.

27 marzo 2007

I have a dream


E' questione di punti di vista.
Loro sognano la T2, io, per loro, sognavo la C2.

26 marzo 2007

Il tifoso


Ecco, in anteprima, il progetto di tifoso tipo allo studio del Governo.
Al prototipo manca la carta di credito e poi siamo a bolla.

Lo striscione



















Allora per esporre uno striscione a S.Siro è necessario:
(copio incollo dal sito dell'Inter)

  1. scaricare e stampare la richiesta di autorizzazione comprensiva degli allegati A e B (documento pdf)
  2. compilare in ogni parte, in modo chiaro e leggibile la richiesta di autorizzazione, l'allegato A (striscioni) e/o l'allegato B (coreografie)
  3. inviare il modulo debitamente compilato a partire dalle ore 9:00 del 10° giorno lavorativo precedente la data della gara ed entro le ore 18:00 del 7° giorno lavorativo precedente la data dell'evento stesso al numero di fax 02-40071329 o all'indirizzo e-mail tifostadio@inter.it
  4. tutte le richieste complete della documentazione richiesta e rispondenti ai requisiti previsti dalle nuove normative saranno sottoposte a cura di F.C. Internazionale Milano Spa all'approvazione del G.O.S. Gruppo Operativo di Sicurezza in una specifica riunione che si terrà presso la Questura di Milano il 6° giorno lavorativo antecedente la gara.
  5. le richieste che avranno ottenuto il nulla osta e pertanto solo in quel momento accettate, riceveranno la conferma di accredito che verrà inviata da F.C.Internazionale Milano Spa tramite e-mail o fax il 5° giorno lavorativo antecedente la manifestazione sportiva
  6. i titolari/responsabili dello striscione/coreografia dovranno presentarsi il giorno della gara, entro e non oltre 1 ora dall'apertura al pubblico dello stadio, al varco di prefiltraggio n.5/6 e successivamente al cancello n.4 muniti della copia di conferma di accredito e della documentazione inviata. Il mancato rispetto di tale termine precluderà l'ingresso dello striscione/coreografia nello stadio.
  7. i titolari/responsabili dello striscione/coreografia saranno accompagnati dagli steward incaricati nel punto corrispondente allo spazio/modulo assegnato dove dovranno sottoscrivere la certificazione di corretta posa in opera
  8. al termine della gara lo striscione e/o coreografia (se riutilizzabile) dovranno essere rimossi e, ove richiesti dal personale incaricato o anche attraverso il sistema di comunicazione audio dello stadio ripresentato integralmente presso il varco n.4

I documenti necessari

[documento]normativa del Ministero dell'Interno

[documento]modulo per la posa in opera

[documento]modulo per la richiesta

[documento]istruzioni e consigli

[adobe]

la procedura da seguire

scarica il modulo di richiesta autorizzazione
frecciagiu

compilalo in modo leggibile in tutte le sue parti
frecciagiu

allega la documentazione richiesta
frecciagiu

invia il tutto al numero di fax 02.4007.1329 o all'indirizzo tifostadio@inter.it


LA PROCEDURA E LE SCADENZE DA RISPETTARE procedura_autorizzazione

IL GIORNO DELLA PARTITA

FASE 1 (entro e non oltre 1 ora dall'apertura dei cancelli)
presentarsi ai varchi prefiltraggio 5/6 e poi al cancello 4 con tutta la documentazione

FASE 2
seguire le indicazioni degli steward per il posizionamento, e sottoscrivere la certificazione di corretta posa in opera

FASE 3
rimuovere lo striscione al termine della gara e ove richiesto dal personale incaricato o dall'impianto audio dello stadio, ripresentarlo integralmente persso il cancello 4

NORME DA TENERE BEN PRESENTI

· complare il modulo di richiesta in ogni sua parte

· corredarlo da tutte le informazioni anagrafiche richieste

· indicare i contenuti (striscioni) e/o descrizione e tempistiche (coreografie)

· specificare dimensioni, materiali utilizzati, contenuti e grafiche

· allegare certificazioni documentanti che dall'uso dei materiali, dall'esposizione degli striscioni o dall'esecuzione delle coreografie, non sussistano motivi ostativi sotto il profilo della salvaguardia della pubblica incolumità e della sicurezza antincendio

· allegare documentazione fotografica

· essere consapevoli che, nel caso di gruppo organizzato, all'interno di esso non siano presenti una o più persone soggette a divieto di accesso agli impianti sportivi. A tale proposito si ricorda che la responsabilità di tale riscontri ricade sulla persona richiedente

· presentarsi entro i termini previsti (1 ora dall'apertura al pubblico dello stadio)

· avere con se il nulla osta oltre alla copia della documentazion completa

· seguire le indicazioni degli steward per il posizionamento corretto della striscione nella posizione assegnata, sottoscrivendo poi la relativa certificazione di corretta posa in opera

· rimuovere al termine della gara lo striscione

· ripresentare lo striscione al cancello n.4 solo se richiesto specificatamente dall'autorità di Pubblica Sicurezza, anche attraverso l'impianto audio dello stadio

Un solo commento: questa gente sta rovinando il calcio.

Poi li beccano su uno Yacht a tirare di coca e a farsi fiondare da un trans...

24 marzo 2007

Il Mass-mediologo


Copio incollo la prima parte dell'Intervista a Mario Morcellini apparsa su www.libero.it Affari Italiani.


L'Inter sta dominando un campionato quasi perfetto. Calcio spettacolo e vittorie a raffica, mentre cadono record su record. Eppure non mancano segnali di nervosismo tra squadra e società: dal gesto dell'ombrello di Moratti al battibecco con il tifoso dello stesso patron (che ha comunque mantenuto sil suo grande aplomb anche in quell'occasione). Senza dimenticare la rissa di Valencia che ha visto protagonisti alcuni giocatori nerazzurri.
Cos'accade a questa "Pazza Inter"? Rischia di diventare una squadra antipatica? Affari lo ha chiesto a un grande mass-mediologo, Mario Morcellini (presidente della Facoltà di Scienze della Comunicazione di Roma):
"Intanto premetto che l'Inter è reduce da una serie di situazioni che potremmo quasi definire storiche. In precedenza si erano verificati investimenti molto esosi con risultati decisamente deludenti. Il passaggio a un rapporto costi-benefici così vantaggioso come quello di quest'anno, paradossalmente invece che risolvere la dissonanza sembra quasi aumentare la frustrazione".

In che senso?
"Nonostante la classe di Massimo Moratti - difficile negare che quest'uomo non si sia caratterizzato per una grande pazienza - sembra quasi che non siano stati pronti a questo rovesciamento della sorte. Poi c'è una seconda osservazione di tutt'altro ordine da fare...".
A cosa si riferisce?
"L'Inter nonostante il numero di tifosi che ha non è certamente una squadra molto simpatica. Non lo è stata quasi mai, perché ogni volta i suoi cicli sono stati arroganti. Pensiamo a quello di Helenio Herrera, che era certamente un personaggio molto brusco. Colpisce che, in questa vicenda in cui la società nerazzurra recupera su tutti i fronti e sembra l'ammazza-campionati, c'è sempre qualche serpente, qualche veleno che ci si mette. Come se godesse di cattiva stampa. Certo bisogna sempre ricordare il luogo comune noto a tutti che i vincitori non sono simpatici..."



Come se godesse di cattiva stampa...

23 marzo 2007

Ma lo pagano?


Gene Gnocchi è stato "acquistato" dal Parma.
L'ingaggio, il minimo sindacale, sarà di 18.000 eurozzi.
Cazzo ma lo pagano veramente?

Merda allora voglio giocare anche io, possibilmente con uno stipendio un cicinin più alto del Gene.

Non ci posso credere,
lo pagano...

Le affinità elettive (TgCom e Tuttosport)

Tuttosport: Buffon chiama Lippi (Complemento di stato in luogo)

TGcom: Se Lippi mi chiama, corro. (Complemento di moto a luogo)


Cobolli corre ai ripari: Buffon resta alla Juve

Intanto Berlusconi fa sapere che: Ronaldihno non andrà mai all'Inter anche perchè l'Inter, oramai, è l'ex reginetta del mercato.



Io, nel mio piccolo, aspetto le 16 per leggermi l'illuminato odierno editoriale di Tuttosport:
Lettera a Moratti.
Sempre in difesa della legalità
Scritto da chi da mesi spara merda sull'Inter aizzando i soliti malati di mente, da chi, per intenderci, prima lancia il sasso e poi tira via la mano.

22 marzo 2007

La Bomba


Ma Mosca lavora a Tuttosport?

Ma ci sono locali decenti a Torino?

Ma c'è abbastanza gnocca a Torino?

Ma secondo voi è lecito ipotizzare uno scambio fra un giocatore di 25 anni ed uno di quasi 31?

Ma quando a Tuttosport non sanno cosa scrivere non potrebbero chiudere per ferie?

D'altra parte non dimentichiamoci che la Juve insegue anche: Gilardino, Klose, Toni, Huntelaar etc .etc. etc. per una campagna acquisti faraonica, senza dimenticarsi del gioiello Palladihno!

Che dream team!

21 marzo 2007

And the winner is...


Che il silenzio ca­li sul fattaccio e che si co­minci a parlare serenamen­te d’altro. Il giorno dopo, Massimo Moratti e Salvato­re Cozzolino hanno final­mente trovato un punto di accordo. Non hanno idee co­muni sullo scudetto, sull’In­ter, sulle intercettazioni e in generale sul calcio. Ma sul­l’episodio che li ha visti pro­tagonisti l’altro giorno, chie­dono un “ reset”. Col tempo, otterranno il loro scopo, non ci sono dubbi. Ma adesso è difficile cancellare quel bat­tibecco, quello scambio di idee. Moratti, che evidente­mente avrebbe fatto meglio a tirare dritto, a non cadere nella provocazione, lo consi­dera un capitolo ormai chiu­so. Non che si sia pentito, in fondo ha solo detto quello che pensava a una persona che, a sua volta, gli aveva detto ciò che pensava. Tutta­via il clamore della vicenda e il fatto che ancora una volta sia stato messo in evidenza il suo nervosismo, non gli ha fatto certo piacere. Ma è soprattutto Salvato­re Cozzolino, meno abituato del presidente dell’Inter a fi­nire su giornali e telegiorna­li, a chiedere che tutto fini­sca lì. Richiesta legittima, anche questa, ma impossibi­le da assecondare, visto che nuove notizie, sul suo conto, ormai si rincorrono. E persi­no riconoscimenti: il sito www.juventus1897.it, uno dei luoghi più frequentati, in rete, dai tifosi bianconeri, ha deciso di assegnargli il pre­mio di “ utente del mese”. Secondo il sito, « il tifoso ju­ventino che ha litigato con Moratti in un bar non è un maleducato, né un nullafa­cente, ma uno stimato avvo­cato, che ha sempre dimo­strato garbo e ironia » . Ed è per questo che i gestori del sito plaudono l’iniziativa di Salvatore: « Ci piace che ab­bia avuto il coraggio di dire in faccia al signor Moratti quello che tutti i tifosi pen­sano di lui: non è coerente definirsi onesto e poi essere il presidente di una società che falsifica passaporti e bi­lanci » . Cozzolino ha un curricu­lum di tutto rispetto nel suo tifo e nella sua passione per la Juventus. Possiede 500 azioni, che poi valgono appe­na 50 euro, cioè nulla. Eppu­re, chi era all’Assemblea de­gli azionisti, la scorsa pri­mavera, ricorda ancora il suo intervento, anche in quella circostanza molto di­retto, senza peli sulla lin­gua, senza remore, anche se allora i suoi strali erano ri­volti ai dirigenti della sua squadra del cuore e non al presidente dell’Inter. « Sono incazzato. Vabbè, il presi­dente Cobolli mostra corag­gio, perché ci mette la faccia. Ma quella resa incondizio­nata... E quell’allontana­mento di Moggi e Giraudo dopo gli scoop giornalistici. E la richiesta della B. E quei due giocatori ceduti all’Inter tutt’altro che sportiva. E il bilancio in perdita. In 48 ore avete barattato 109 anni di storia bianconera con i car­nefici. Dottor Elkann, dottor Montezemolo: non siamo la­dri. Non andando al Tar si sono avallate le accuse. I due delinquenti? Non li vedo perché vedo un grande am­ministratore delegato e un direttore generale bravissi­mo a costruire squadre vin­centi » . Come si vede, Salva­tore non aveva risparmiato critiche alla gestione della Juventus, ma già allora l’In­ter era nel suo mirino: una società tutt’altro che sporti­va, i carnefici. così, le defini­zioni dei nerazzurri. Frasi che avevano riscosso grande consenso allora, così come grande consenso, nel popolo bianconero, hanno ottenuto anche le frasi di lunedì. An­che se non manca chi ipotiz­za una scena preparata a ta­volino, un “ tranello” preme­ditato a Moratti. Senza di­menticare il tam tam di chi vorrebbe addirittura il tifo­so juventino nel mirino di te­lefonate e minacce. Allora, forse, è davvero il caso che il silenzio cali sul fattaccio. Una goliardata, una chiac­chiera da bar. Con in più un protagonista illustre. Sipa­rio.
Tuttosport, 21/03/2007.

I due delinquenti? Non li vedo...

Questi sono peggio degli ultràs, grazie a questa gente, idolatrata da certi giornali, stiamo facendo un processo al contrario dove Moratti, fino all'anno scorso per tutti un emerito pirla, ha assunto il ruolo di genio del male, di sommo maestro del complotto anti Juve.

Poi arrivano le buste con le pallottole...


Paladihno


E' già già già, come avrebbe detto il grande Arnold di Fonzies, e già già già...
La Juve ha un tesoro che vale almeno 20 milioni di euro, oggi, perchè il prezzo potrebbe raddoppiare se Palladihno dovesse mettere una altra tripla contro la Sambenedettese.
Comunque il Manchester è già alla porta, se la Juve lo cede loro sono in stra-pol position.

20 marzo 2007

It's a wonderful word


In Inghilterra, bisogna portare le mogli a partorire in Inghilterra!

Certo perchè a Londra esiste un centro dove le donne partoriscono facendo petting.
Howwww!!!! Very figata, ed esiste anche un decalogo del parto che va seguito con attenzione.
Mi rimane da capire cosa si deve intendere con "il rapporto tra futura mamma ed ostetrica deve essere confidenziale" ma se è quello che intendo io stà cosa è una figata!!!!

19 marzo 2007

Lo scudetto di cartone


Leggete qui.
Solo un commento: è evidente che l'assegnazione dello scudetto all'Inter ha creato un sacco di rosicamenti.
D'altra parte mi pare che pure il Cavaliere ne aveva reclamati un paio, e allora mi si consenta un francesismo: andate a fanculo gobbi e bilanisti!

17 marzo 2007

16 marzo 2007

Svaccati


Non ditemi che qui non ci è scappato il ruttone perchè non ci credo!


O rutto o scorra, fate voi...

La nuova era del proibizionismo


Scatta un nuovo divieto in Tv, via tutte le trasmissioni "porno", anche nelle ore notturne, trasmissioni che "mantenevano" in vita numerose emittenti locali.
A parte il fatto che, a mio avviso, la sensualità di una tipo nuda che mi invita a chiamare un numero telefonico a pagamento è pari a zero, a parte questo dicevo, a me lo Stato papà piace sempre meno.
Naturalmente se uno paga allora è libero di guardare tutto quello che vuole...

Non mi piace lo Stato che si preoccupa di fare tutte queste regole. Come dicevano i costituzionalisti americani (la Costituzione americana è sempre quella, a nessuno viene in mente di cambiarla, è una Costituzione autenticamente democratica, con dei limiti è vero e penso alla pena di morte soprattutto): poche leggi ma buone!
Ora si proibiscono anche i cellulari a scuola, dovranno essere spenti durante le lezioni.
Ma serviva una legge? Non bastava la buona educazione? E se non c'è l'educazione siamo sicuri che la legge verrà rispettata?
Ma chi cazzo ci governa? Ma chi cazzo votiamo?


R. Bauer: La classe politica di un Paese è lo specchio fedele del popolo che l'ha eletta.

L'altro record


State bene attenti: Juve caccia a un record storico
Nessuna neopromossa ha vinto lo scudetto al primo anno di A: il club bianconero punta a riuscirci già nel 2008 con grandi investimenti.

Ma la Juve sta già battendo un record: è la prima squadra che, retrocessa per la prima volta in serie B, si trova in testa al campionato cadetto al primo anno di permanenza.

Sono sempre disattenti questi giornalisti...

15 marzo 2007

Stile Milan



















Che schifo!!!!!

E sarebbe questa la durezza della pena, dopo la gazzarra che hanno combinato, ma stiamo scherzando, ma questa e' l'uefa. Alla nostra societa' uno sputtanamento con quella lettera e a questi balordi solo giornate di squalifica, e alle societa' una multa. E noi dobbiamo accettare tutto questo dall'alto della loro supponeza e vittimismo? Mauro, ma cosa sta succedendo? Dimmi qualcosa

marco

uggiate

Ma cosa devo dirti? Chi se ne frega. Sono felicissimo di non dover affrontare più partite con questi per un bel po', dopo le intimidazioni, le minacce e gli insulti che ci hanno rivolto durante e dopo la partita, e mi chiedi di farmi i fatti loro? Ma che friggano, che accettino le sentenze e che vivano la loro vita. Noi la Nostra. Ciao.

Fonte: www.maurosuma.it

Che classe, che aplomb!



14 marzo 2007

Giùlemanidalnaso


Prendo spunto dal comitato dei cazzari bianconeri per lanciare una nuova iniziativa: nasce oggi, dopo le squalifiche comminate dall'Uefa ai quattro giocatori nerazzurri, un nuovo Komitato, nasce GIU'LEMANIDALNASO che si pone come obiettivo principale la salvaguardia delle cartilagini nasali dei campioni dell'Inter FC.
Sosteneteci nella nostra missione, siateci vicini moralmente ma soprattutto scriveteci comunicandoci i vostri pareri in merito.

Forum


La sentenza è arrivata.
Valencia: 7 mesi a Navarro, 4 giornate a Marchena
Inter: 6 giornate a Burdisso e Maicon, 3 a Cordoba 2 a Cruz.
Per Navarro la squalifica è a tempo (richiesta l'estensione anche per la Liga), per gli altri è a giornate ed in campo Uefa.
Più multa alle due società di circa 115.000 eurozzi da devolvere al buon Daddy per una pressante campagna contro la violenza negli stadi.

Una riflessione a caldo: ...azzo! Manco la Tina Lagostena è così acida!!!
Comunque mi sarei aspettato la squalifica del campo del Valencia.


Nella foto: Maicon e Cordoba chiedono, con estrema cortesia, lumi a Navarro su quanto appena accaduto in campo.

13 marzo 2007

Moltenismi


Confesso che non conoscevo la Sig.ra Anna Molteni, collaboratrice del sito personale di Mauro Suma, ma, oggi, dopo la toccata e fuga delle sue allucinanti riflessioni post derby ( vedi interistiorg.org ) mi sono fatto una capatina nel sito in questione per leggermi qualche sagace commento della lady rossonera.

Questo è uno dei migliori, lungimirante oserei dire, è stato scritto dopo Milan-Lazio, prima di campionato:

Ciao a tutti,
come state? Annuncio ufficialmente il mio ritorno e la mia rinnovata partecipazione attiva a questa rubrica sul sito di Suma. Già Suma… Guarda, caro direttore, che ho immaginato quante volte avrai guardato questo spazio e sbuffato perché non c’era mai niente di nuovo… Mi sembra di vedere la tua espressione intesita e il tuo superlativo sbuffare ogni volta hai cliccato, con qualche fatica multimediale, su ‘Moltenismi’… Bhè, sono stata molto presa e per un po’ non ce l’ho fatta a scrivere. Ma adesso ci sono saluto tutti (anche Leo) e, avviso, sono pure molto carica.
E allora inizio con un giochino. Leggiamo:

31 agosto:
‘Via sheva, stam e rui. Ecco gurcuff e Ricardo Oliveira, Bonera.I conti non tornano. Vergogna. Ero a istambul,tra i 70000 del preliminare.Vergogna.Ciao abbonamento.’.

‘Ricardo Oliveira??...Nostalgia Javi Moreno...Foggia alla Lazio...che delusione! Siamo stanchi. Società ZERO SPACCATO!

'Disastro totale! Vediamo Sheva ad un prezzo ridicolo. E per rimpiazzare l'ucraino prendiamo R. Oliveira? Non male'

‘Ma chi é Oliveira? Chi lo conosce? Chi lo ha seguito? E noi tifosi xché dovremmo andare allo stadio? E risolvere abbonamento a milanchannel é la prima cosa da fare’.

‘Con il solo Oliveira nn si va da nessuna parte! E come sempre ci rimettiamo noi tifosi!’.

‘Oliveira? Ma Suma chi é costui? Ci spieghi come puo sostituire sheua! ! Pazzesco!’.

(Mi sono limitata a fare dei copia-incolla)


10 settembre: dopo Milan-Lazio

‘Si vedeva dal primo allenamento del 2 settembre R.OLIVEIRA è fortissimo’.

‘Che sofferenza ma alla fine ce l'abbiamo fatta grande Ricardo Oliveira’

‘Avviso agli scettici.. Oliveira vi farà esultare spesso.. E davvero forte, complimenti alla società che lo ha preso.. Grande milan.. ‘

‘Come al solito Galliani e Braida non hanno sbagliato:Ricardo Oliveira ennesimo fuoriclasse rossonero!Ottimi Dida Cafù Brocchi!’

‘Addio Sheva ... Grande Riccardo Oliveira'.

‘SONO ESTASIATA.... IL SOGNO....SI CHIAMA RICARDO OLIVEIRA....MAKKE' RONALDO MAKKÉ IBRA...MAKKÉ P.PALLINO!Signori c'é il n. 7 R. Oliveira!’

‘Se la società ha deciso di spendere più di Ronaldo per Riccardo Oliveira un motivo c'era e oggi lo abbiamo visto tutti anche i furbi....’

‘Ricardo Oliveira, grande campione, fuoriclasse da Milan’.

Il giochino si conclude con questa domanda: dov’è l’errore?


Gente, sta tizia è meglio di Aldo, Giovanni e Giacomo!

La stangata


Le solite voci ben informate sembrano indicare una sentenza esemplare , sentenza che asseconderebbe anche le pretese giustizialiste della Melandri, sentenza che qualcuno vorrebbe estesa anche in campo nazionale (serie A e Liga).
Ora a parte la cazzata di una sentenza estesa al campionato (significherebbe che al via della prossima Cempions le squalifiche, a tempo, sarebbero già scadute) quello che appare certo, come giustamente riportato da interistiorg.org, è che anche il record sui 60 piani di Navarro non verrà omologato.

12 marzo 2007

Riassunto delle puntate precedenti



Ricapitoliamo: dunque, l’Inter pialla il Milan quartista di cempions e lo manda a meno 33 (dimostrando, in realtà, come fossero vere le affermazioni rossonere che non ci stavano 30 punti di distacco tra le due squadre, infatti ora sono 33), allo stesso tempo esorcizza nel migliore dei modi il ritorno a Milano del ciccio superando catarticamente il gol dell’1 a 0.

Nel frattempo la Juve, solitaria capolista del campionato cadetto, mai così avvincente come quest’anno, si beccava le sue belle tre pere dal Brescia con una prestazione di assoluto spessore condita dalle tre giornate di squalifica a Trezeguet per una gomitata non vista dall’arbitro.

Nel mentre la Lazio ottiene la sua quinta vittoria consecutiva cacciando il Milan a meno 6 dalla zona Cempions complicandogli non poco la stagione, obbligandolo inevitabilmente a spendere energie (quelle poche rimaste) su due fronti con il rischio, non così remoto, di completare la sua stagione con uno stereofonico fallimento.

Che dire, un week-end memorabile!

L'era glaciale (- 33)


Questo blog l'ho aperto all'indomani del derby d'andata. Fu un 4-3 entusiasmante, l'Inter era una macchina schiacciasassi, solo dopo l'espulsione di Matrix il Milan rinvenne sotto, ma la vittoria fu strameritata.
Ieri è stato un derby diverso, noi in piena emergenza centrocampo con Dacourt che di nuovo ci lascia a metà e Burdisso che, di nuovo, si inventa centrocampista.
Il ciccio ha fatto gol ed è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. In altre occasioni il destino ci avrebbe umiliato, ieri no!. La reazione è stata tremenda!
Nel secondo tempo i cugini sono spariti, l'ingresso di Cruz è stato folgorante e Ibra si è rimesso a fare il genio con Figo a regalarci tocchi di classe.
La senzazione che ho avuto è che con il centrocampo titolare l'Inter avrebbe vinto di goleada, lo dico con convinzione.
Il Milan è una squadra in dirittura d'arrivo. Non so cosa farà in Cempions, c'è Kakà ed è in grado di vincere da solo le partite (col Celtic), ma il resto è il nulla.
In attacco tra Gilardino, Inzaghi e Oliveira non saprei chi mettere in campo, il ciccio non gioca in coppa, a centrocampo siamo alla frutta e la difesa è da panico (eri Crespo si è divorato un paio di gol gentilmente offertigli da Jankuloski). Per me manco arrivano quarti in campionato (no dico in questo campionato tanto vituperato dove mancano gli avversari e tutti sarebbero capaci di vincerelo).

Comunque godiamoci il ciccio con le orecchie tese a sentire un pò di insulti e Galliani che salta come un ossesso in attesa di venire asfaltato nel secondo tempo (stai punito!).

9 marzo 2007

I PIANGINA

VERONA. « Una goduria. Come se avesse vinto la Ju­ve » . Sono parole di Silvano
Gasparato,
uno dei mem­bri di Verona Bianconera, ma è l’intero Veneto che ti­fa Juve ad unirsi in coro do­po l’eliminazione dell’Inter dalla Champions League. Per una volta, la proverbia­le sportività viene dimenti­cata in un cassetto. « Siamo rimasti appiccicati davanti al televisore, tifando Valen­cia. E ci siamo anche vergo­gnati per tutto quello che è successo dopo. Cose che non dovrebbero mai succedere » . Pure la Vicenza juventina non trattiene un pizzico di soddisfazione. Ma senza in­vidia, quello è un sentimen­to che appartiene ad altri. « Non mi interessa cosa fan­no i nerazzurri - dicono al club di Montorso - ma al­meno qualcuno, la prossima volta, ci penserà due volte prima di parlare. Sfottono tanto, ma adesso sono fuo­ri » . Ne hanno subìte di umi­liazioni gli juventini del Ve­neto e adesso si riprendono una piccola rivincita.
« Ci hanno definito ladri, corrotti, imbroglioni. E l’In­ter sarebbe l’unica società seria. Falsi, spioni e accat­toni. Ecco cosa sono » è il pensiero del presidente del Club di Castagnaro, Valen­tino


I questi giorni leggo diffusamente del ritorno dei piangina interisti.

Ho una comunicazione ufficiale: ne esiste una razza bianconera, numerosa e preparata. Comunicano attraverso Tuttosport...

Voglio il derby


Voglio il derby, lo voglio vincere alla grande.
Lo voglio per ribadire che siamo forti, più forti delle critiche e dei rosiconi.
Lo voglio per i milanisti, che in una stagione da pecoroni si beccano il Celtic negli ottavi e per fargli un gol ci mettono quasi tre partite e poi ci rompono le pelotas (ma si dimenticano che Maldini non fa il portiere...)
Lo voglio perchè ho già il titolo per il post "DICA 33" e "DICA 27" non fa ridere nessuno.
Lo voglio perchè devo rompere i maroni ai colleghi rossoneri che ancora mi rinfacciano il 6 a 0 dell'epoca Tardelli.
Lo voglio per Suma, per Crudeli e per tutta sta gentaglia prona al Cavaliere.
Lo voglio per Tuttosport che ne darà notizia a pagine 23 dopo un'attenta disamina di Brescia Juve e dopo le notizie sull'ippica.

Ma soprattutto lo voglio per Ronaldo, voglio il derby vinto al novantesimo con un autogol di Ronaldo. E poi corre ad abbracciare Zanetti e solo allora si ricorda che gioca nel Milan.

7 marzo 2007

No al disfattismo!


Stagione ridimensionata?
No per diverse ragioni: siamo primi in campionato (+ 16), primi in quel campionato dove gioca la Roma qualificata con merito ai quarti di cempions e dove gioca il Milan che stasera sfiderà il Celtic; primi in un campionato senza avversari dove due di quegli avversari sono nei quarti di cempions (trema Suma).
Siamo primi in campionato dopo un'eterna mediocrità e siamo in finale di Coppa Italia per la terza volta consecutiva.
Stagione fallimentare allora?
Siamo seri, c'è delusione, naturalmente, ma la rabbia non può cancellare quello di buono che è stato costruito fino ad oggi.
La risa finale invece è stata vergognosa, testimone di un clima velenoso preparato ad arte in Spagna e nel quale l'Inter c'è cascata, solo in parte a partita finita, ma che lascerà i suoi segni.

6 marzo 2007

Senza parole

ELVIRA ERBI’ (Tuttosport)
TORINO. Alessandro Ma­gno
Del Piero mostra se stesso sul prato Olimpico, segnando triplette, conqui­stando nuovi record. Ales­sandro
Magno
il Macedone è in mostra in città, a Pa­lazzo Madama, fino al 27 maggio, lui che ha conqui­stato il mondo allora cono­sciuto. Un campionato pa­rallelo, fra i due eroi senza tempo. Un confronto fra miti di epoche differenti, eppure con tante analogie, più o meno pallonare, più o meno belligeranti.
Ricordate Achille Del Piero che in certi momen­ti di attesa va sulla collina e valuta, pensa, si concen­tra e poi decide di scendere in campo? L’ira funesta del pelìde Alex scoppiò durante il Mondiale, quando mostrò a tutti il carattere omerico e combattivo ( lui riserva perenne? Giammai). Achil­le d’azzurro vestito, Achille ritrovato in bianconero, Achille dal quale discese l’altro Alessandro, per ra­mo materno ( dalla princi­pessa Olimpiade).
Stessa razza, stessa fac­cia. Da giovani subito alla ribalta: Alex esploso nel Padova, con i boccoli riden­ti, passa alla Juve dove an­cora imberbe, appena di­ciannovenne, mette in om­bra addirittura Roberto
Baggio
il pallone d’oro; al­la morte di Filippo II, suo padre, Alessandro il ven­tenne prese il comando, proclamato sovrano dall’e­sercito, lui che solo tredi­cenne si fece apprezzare come domatore di cavalli. Questione di leadership in­nata, ovviamente. E poi la capacità di condurre il gruppo: la Juve per uno, la falange macedone per l’al­tro. E quell’attenzione ma­niacale per i particolari, la forza interiore, la determi­nazione. Sentite Del Piero il giorno dopo la scoppola rifilata al Piacenza. « L’uni­co errore che potremmo commettere, a questo pun­to, sarebbe quello di abbas­sare la guardia. Non lo fa­remo, non succederà » . E’ la promessa- premessa. « Il ri­torno alla notturna dome­nicale esigeva di non sfigu­rare e così è stato: abbiamo onorato l’impegno della 26 ª giornata sconfiggendo un meritevole Piacenza per ben 4 reti a 0. Certo, gli emiliani avrebbero merita­to un divario meno vistoso per il gioco espresso e le difficoltà che ci hanno crea­to, soprattutto nel primo tempo. Ma, si sa, quando i gol arrivano bisogna pren­derli tutti, soprattutto do­po soli 34’’ o se sono la se­conda tripletta consecutiva in casa... » .
Il rispetto per gli avver­sari, altro elemento in co­mune. Battuti e mai oltrag­giati, perché il peggior ne­mico, alla fine, può diven­tare l’alleato di una un’in­tera esistenza. Alessandro
Magno
il Macedone che raggiunge anche l’India; Alessandro Magno Del Pie­ro che tocca il vertice con la Juventus ( Champions Lea­gue e Intercontinentale) e l’Italia ( titolo mondiale la scorsa estate).
In campo e in battaglia con la stessa intelligenza. La tattica di Alessandro l’altro era chiara: aprire dei varchi nella fanteria nemi­ca, lasciando poi spazio al­la cavalleria per spezzare l’esercito persiano, permet­tendo alla falange di cari­care con le sarisse e porre fine alla lotta. La tattica di Alessandro questo è identi­ca: magari si nasconde per parecchi minuti, faticando ad emergere nel tourbillon del ritmo di B, poi all’im­provviso diventa padrone della situazione, i compa­gni bianconeri lavorano per lui e lui colpisce inesorabil­mente, da fermo, in movi­mento, con la classe che lo sorregge, adesso trenta­duenne capocannoniere ca­detto ( « Belli i miei gol, ve­ro?
Meno male che ho già chiuso il libro... » ) .
All’apice, eppure sempre in discussione, gli eroi no­stri. Il condottiero, quando decise di unificare in un sol popolo Macedoni e Persia­ni, cominciò a divenire in­viso ai più. Monarca divino e non più terreno, un po’ fuori quadro e fuori con­trollo. Il capitano, invece, deve sempre dimostrare qualcosa in più, nonostante non avrebbe più nulla da dimostrare; e poi quel rap­porto contrastato con la maglia azzurra, i dualismi veri e presunti, il dialogo improbo con qualche alle­natore ottuso e dalla ma­scella squadrata.
Alessandro 1 e 2, così uguali e così diversi. Per cementare l’amicizia ( for­zata) e l’unione con i per­siani, il figlio di Filippo sposò Statira, figlia di Da­rio. L’ei fu Pinturicchio ha impalmato Sonia la torine­se, lui veneto che regna da quattordici anni sotto la Mole.
Fin qui i parallelismi at­tualizzabili. Poi, Alessan­dro Magno ha lasciato il mondo conosciuto che anco­ra non aveva compiuto i trentatré anni, dopo aver vinto ( pardon, conquistato) ogni popolo che gli si faceva incontro. Alessandro Ma­gno dei giorni nostri, nel momento di grazia, potreb­be... toccarsi. Sì, un gesto scaramantico, perché no­vembre è dietro l’angolo.


...

L'Apocalisse


VALENCIA provarci non basta. E ci mancherebbe. Perché provarci è il minimo sindacale per continuare a puntare al massimo. Piuttosto, questa sera l’Inter a Valencia deve fare di più e di meglio rispetto all’andata: deve cre­dere ciecamente nella missione di corregge­re il risultato pericoloso di San Siro - un pa­reggio con due reti al passivo - nel catino del Mestalla, che pare sia l’anticamera dell’in­ferno, come se il Meazza fosse un campo di provincia con le tribune montate sui tubola­ri. Crederci per provarci, e viceversa: ecco la chiave, tattica oltre che psicologica.
A parte le cazzate sullo stadio (Meazza, gradinate – tubolari), forse il buon Oreggia dimentica che all’andata al Meazza ci sono entrati sogli gli abbonati.
Non importa in che modo e attra­verso quali peripezie, se di forza o di scasso, incantando o smoccolando; importa scon­giurare l’eventualità dell’eurobocciatura, un disastro di immagine che finirebbe per con­taminare l’invasione barbarica del campio­nato. Diventerebbe automatico, umorale, umano contrapporre la cavalcata trionfale in Italia al rumoroso flop internazionale. E sarebbe scontato infiocchettare il ragiona­mento pressappoco così: i nerazzurri domi­nano da noi per assenza di avversari, poi però appena escono dai sacri confini si scon­trano con una dura realtà e affiorano antichi limiti. Mezza Penisola se ne farebbe beffa, Moratti non sopravviverebbe.
Minchia che tragedia, chissà cosa ha passato allora la Juve con il disastro d’immagine planetario provocato dalla “triade”!

A parte questa ennesima cazzata, credetemi se l’Inter dovesse uscire stasera contro il Valencia nessun interista si ammazzerà. Il campionato italiano lo stiamo dominando con sicurezza disarmante e l’unica cosa che si attende stasera il popolo nerazzurro è una prova con le palle, diversa dall’ultima uscita spagnola.

Ci basta questo con buona pace di Tuttosport.

5 marzo 2007

Il Padovan pensiero


Più che i sette punti di vantaggio sulla ter­za in classifica (il Genoa), la rotonda vit­toria sul Piacenza stabilisce in via definitiva che la Juve veleggia ormai inarrestabile ver­so la serie A, nonostante la non eccelsa qua­lità del suo gioco collettivo sia un fatto visi­bile e consolidato. La differenza la fanno i gol dei singoli (Trezeguet, ieri, ad appena 33 secondi dal fischio d’inizio e Del Piero ap­prodato, a quota 211 in carriera), le parate di Buffon, la vivacità di Nedved, la solidità e l’esperienza di Cristiano Zanetti, il corol­lario di buoni giocatori (Chiellini, per esem­pio, lo sarebbe anche in serie A) che la so­stengono a prescindere da un contesto (il 4­ 4- 2 di Deschamps) più scolastico che tra­volgente. Detto questo, sull’argomento alle­natore, per me, non è il caso di ritornare. C’è e ci sarà chi lo ritiene adeguato a gui­dare la Juve anche in serie Ae chi, come me, preferirebbe Mourinho (in assoluto) o Lip­pi, per quanto l’ex c.t. oggi rappresenta nel mondo e per quel che vorrebbe rifare alla Juve. In ogni caso, vigendo fortunatamen­te la libertà d’opinione, tutto è accettabile o contestabile, figurarsi nel calcio. La Juve è prima con 49 punti. Aggiungen­do i nove della penalizzazione sarebbe a 58, undici più della seconda, il Napoli. Questo definisce una superiorità talmente schiac­ciante che avrebbe reso compatibile un handicap addirittura superiore. Perfino il meno 17 della seconda sentenza, quella del­la Corte Federale, sarebbe stato ampia­mente recuperabile: a 41 punti, infatti, c’è l’ottimo Piacenza in lotta, alla pari con il Bologna, per l’aggancio alla seconda piaz­za del Napoli. Il ragionamento serve a legittimare non so­lo il primato della Juventus, ma anche l’at­tendibilità dell’intero campionato di serie B, dove competono squadre organizzate, ef­ficaci e pure spettacolari. Napoli, Genoa, Piacenza, Bologna, Mantova ne rappresen­tano l’avanguardia, non necessariamente l’eccellenza. La Juve non ha vinto sempre e quasi mai facilmente. A Mantova ha perso, pareggiato a Rimini, Genova, Spezia, Ber­gamo con l’AlbinoLeffe, Napoli, Vicenza, in casa con l’Arezzo. Tuttavia nessuno può dire che sia stata aiutata: sto ancora aspet­tando che qualcuno dimostri l’irregolarità del gol di Zalayeta a Bologna e, quanto ai ri­gori, ieri sera l’arbitro Bertini ha assegnato ai bianconeri il primo in 25 partite. Onesta­mente, secondo me, non c’era. Come non c’era, qualche minuto dopo, un fuorigioco che ha impedito a Nedved di presentarsi so­lo davanti a Coppola. In compenso contro la Juve ne sono stati decretati tre, di cui due a segno. Non so se questi dettagli siano sufficienti a confermare la serietà di un torneo. Di certo la B lo è più della serie A dove, se non ba­stasse altro, aleggia il forte sospetto che il Palermo sia di troppo nel lotto delle quattro destinate alla Champions League. Non una novità, visto che la sentenza di secondo gra­do di quest’estate, al Palermo aveva già tol­to l’accesso alla Champions per ridarla al Milan, graziato nonostante fosse colpevole.

Per i non addetti a Tuttosport ritengo utile fornire un agile riassunto del Padovan pensiero.
Siccome la Juve non ha vinto tutte le partite (come l’Inter ndr) e quando le ha vinte spesso ha fatto fatica, siccome in serie B ci sono squadre molto forti (non il Milan, non la Fiorentina, non la Lazio, non la Roma etc. etc. ndr), siccome Padovan è un pirla ecco che la serie B è meglio della serie
A.


Nella foto: uno smagliante Padovan festeggia in anteprima la vittoria della Juve nella Mitropa Cup 2007/2008.

La verità mi fa male lo so!


Grande Ale, grande juve!!!
Ieri sera impresa bianconera che nel catino infuocato dell'Olimpico impone un imperioso stop alla corazzata Piacenza, squadra temibilissima ricca di stelle del firmamento calcistico.

Grande Padovan che ci ravviva questo lunedì di patimenti pre-cempions con la sua bella stronzata quotidiana: questa serie B è meglio della A.

W la B!!! W Ale che quest'anno va avanti a triplette (Crotone e Piacenza)

P.S. Vista le considerazioni padovane consiglierei alla Juve di rimanerci in B...

1 marzo 2007

Volare oh oh


In piena clima festivaliero il buon Gila decide di riproporre un vecchio cavallo di battaglia della canzone italiana.
Basta con le canzonacce moderne proposte da cantanti sfigati e senza palle!
Basta con la cacofonia!
Così Gilardino, dopo aver manifestato anche all'estero, ed in tempi non sospetti il suo "non ci stò", ieri ha nuovamente fatto intendere come non si possa tacere di fronte al degrado sanremese.
Tuttavia l'attaccante rossonero ha commesso una enorme gaffe.
Per protestare contro la musica moderna ha voluto colpire uno degli ultimi rappresentanti della buona vecchia musica italiana: Jimmy Fontana.
Notevole l'imbarazzo in campo e negli spogliatoi dove il solo Pippo Inzaghi (leader del movimento estremista "Libero tuffo in libera area") ha voluto commentare l'accaduto difendendo il compagno di reparto con parole di scherno verso la vittima della protesta: "Jimmy Fontana ha sempre cantato in play-back".